I ragazzi dell'oratorio
giovedì 28 marzo 2013
AUGURI AI SACERDOTI
Il Giovedì Santo Gesù ha istituito i Sacramenti dell'Eucarestia e del Sacerdozio. Non c'è Eucarestia senza sacerdoti e non c'è Chiesa senza Eucarestia. E' il sacerdote che ci dà Gesù ed è stato Gesù a volere così, perciò AUGURI A TUTTI I SACERDOTI!!!
mercoledì 27 marzo 2013
UN PENSIERO DI MADRE TERESA ALLA SETTIMANA
Dall’umiltà emanano sempre la grandezza e la gloria di Dio. Attraverso l’umiltà noi cresciamo nell’amore. L’umiltà è l’inizio della santità.
martedì 26 marzo 2013
lunedì 25 marzo 2013
MARZO: UN GIORNO ALL'ORATORIO
All’oratorio c’è sempre da fare:
per Natale abbiamo preparato la recita, il concerto, la letterina a Gesù Bambino e tanto altro;
Carnevale ci ha visti armeggiare con mascherine e stelle filanti;
e in questi giorni abbiamo visto tanti rametti di ulivo per la Domenica delle Palme e lavoretti da offrire a tutti …
nel gruppo web, poi, oggi, stiamo preparando una edizione stampabile del giornalino … speriamo che venga bene!
Insomma, all’oratorio stiamo impiegando il nostro tempo al meglio e tutto offriamo al Signore con la nostra gioia.
I ragazzi dell’oratorio
giovedì 21 marzo 2013
Marzo: mese primaverile
Guardiamo il mondo in modo nuovo:
- stupiamoci delle sue bellezze,
- gioiamo della natura che vive, si addormenta e si risveglia in mille modi diversi,
- gustiamo il tepore dell’aria, i profumi, i colori, i suoni della natura,
- ammiriamo la natura e le sue magnificenze e la sua armonia,
- conosciamo la ciclicità delle stagioni e il loro “ritornare” sempre uguale e, al tempo stesso, sempre nuovo, colme di doni per tutti noi,
- guardiamo con gratitudine e amore la nostra meravigliosa Terra,
- ringraziamo il Creatore per averci dato in dono la vita e il mondo,
- festeggiamo e amiamo la natura che si veste di primavera.
PRIMAVERA
frumento rimasto nascosto
per molti giorni nella terra nera.
E’ tornato l’amore, come il seme che è rinato erba.
Hanno deposto Nella tomba
L’amore trafitto Dagli uomini
E pensavano che non Si sarebbe mai risvegliato,
posto sotto terra come il grano che dorme, nascosto.
Quando abbiamo I cuori freddi, tristi e afflitti,
il tuo tocco può riportarci alla vita.
E’ tornato l’amore, come il frumento
che ha fatto sbocciare l’erba.
(J.M. Crum)
mercoledì 20 marzo 2013
UN PENSIERO DI MADRE TERESA ALLA SETTIMANA
Oggigiorno, soprattutto i giovani, vogliono vedere. Voi parlate d’ amore, parlate di preghiera. Loro vogliono sapere come amate e come pregate e che cosa significa per voi la compassione. Ecco il loro metro di giudizio. Il modo in cui vivete realmente la vita di volontari, di messaggeri dell’amore di Dio.
martedì 19 marzo 2013
Ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!
UDIENZA AI RAPPRESENTANTI DEI MEDIA
DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
Cari amici,sono lieto, all’inizio del mio ministero nella Sede di Pietro, di incontrare voi, che avete lavorato qui a Roma in questo periodo così intenso, iniziato con il sorprendente annuncio del mio venerato Predecessore Benedetto XVI, l’11 febbraio scorso. Saluto cordialmente ciascuno di voi.
Il ruolo dei mass-media è andato sempre crescendo in questi ultimi tempi, tanto che esso è diventato indispensabile per narrare al mondo gli eventi della storia contemporanea. Un ringraziamento speciale rivolgo quindi a voi per il vostro qualificato servizio dei giorni scorsi – avete lavorato, eh! avete lavorato! –, in cui gli occhi del mondo cattolico e non solo si sono rivolti alla Città Eterna, in particolare a questo territorio che ha per “baricentro” la tomba di San Pietro. In queste settimane avete avuto modo di parlare della Santa Sede, della Chiesa, dei suoi riti e tradizioni, della sua fede e in particolare del ruolo del Papa e del suo ministero.
Un ringraziamento particolarmente sentito va a quanti hanno saputo osservare e presentare questi eventi della storia della Chiesa tenendo conto della prospettiva più giusta in cui devono essere letti, quella della fede. Gli avvenimenti della storia chiedono quasi sempre una lettura complessa, che a volte può anche comprendere la dimensione della fede. Gli eventi ecclesiali non sono certamente più complicati di quelli politici o economici! Essi però hanno una caratteristica di fondo particolare: rispondono a una logica che non è principalmente quella delle categorie, per così dire, mondane, e proprio per questo non è facile interpretarli e comunicarli ad un pubblico vasto e variegato. La Chiesa, infatti, pur essendo certamente anche un’istituzione umana, storica, con tutto quello che comporta, non ha una natura politica, ma essenzialmente spirituale: è il Popolo di Dio, il Santo Popolo di Dio, che cammina verso l’incontro con Gesù Cristo. Soltanto ponendosi in questa prospettiva si può rendere pienamente ragione di quanto la Chiesa Cattolica opera.
Cristo è il Pastore della Chiesa, ma la sua presenza nella storia passa attraverso la libertà degli uomini: tra di essi uno viene scelto per servire come suo Vicario, Successore dell’Apostolo Pietro, ma Cristo è il centro, non il Successore di Pietro: Cristo. Cristo è il centro. Cristo è il riferimento fondamentale, il cuore della Chiesa. Senza di Lui, Pietro e la Chiesa non esisterebbero né avrebbero ragion d’essere. Come ha ripetuto più volte Benedetto XVI, Cristo è presente e guida la sua Chiesa. In tutto quanto è accaduto il protagonista è, in ultima analisi, lo Spirito Santo. Egli ha ispirato la decisione di Benedetto XVI per il bene della Chiesa; Egli ha indirizzato nella preghiera e nell’elezione i Cardinali.
E’ importante, cari amici, tenere in debito conto questo orizzonte interpretativo, questa ermeneutica, per mettere a fuoco il cuore degli eventi di questi giorni.
Da qui nasce anzitutto un rinnovato e sincero ringraziamento per le fatiche di questi giorni particolarmente impegnativi, ma anche un invito a cercare di conoscere sempre di più la vera natura della Chiesa e anche il suo cammino nel mondo, con le sue virtù e con i suoi peccati, e conoscere
Alcuni non sapevano perché il Vescovo di Roma ha voluto chiamarsi Francesco. Alcuni pensavano a Francesco Saverio, a Francesco di Sales, anche a Francesco d’Assisi. Io vi racconterò la storia. Nell’elezione, io avevo accanto a me l’arcivescovo emerito di San Paolo e anche prefetto emerito della Congregazione per il Clero, il cardinale Claudio Hummes: un grande amico, un grande amico! Quando la cosa diveniva un po’ pericolosa, lui mi confortava. E quando i voti sono saliti a due terzi, viene l’applauso consueto, perché è stato eletto il Papa. E lui mi abbracciò, mi baciò e mi disse: “Non dimenticarti dei poveri!”. E quella parola è entrata qui: i poveri, i poveri. Poi, subito, in relazione ai poveri ho pensato a Francesco d’Assisi. Poi, ho pensato alle guerre, mentre lo scrutinio proseguiva, fino a tutti i voti. E Francesco è l’uomo della pace. E così, è venuto il nome, nel mio cuore: Francesco d’Assisi. E’ per me l’uomo della povertà, l’uomo della pace, l’uomo che ama e custodisce il creato; in questo momento anche noi abbiamo con il creato una relazione non tanto buona, no? E’ l’uomo che ci dà questo spirito di pace, l’uomo povero … Ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri! Dopo, alcuni hanno fatto diverse battute. “Ma, tu dovresti chiamarti Adriano, perché Adriano VI è stato il riformatore, bisogna riformare …”. E un altro mi ha detto: “No, no: il tuo nome dovrebbe essere Clemente”. “Ma perché?”. “Clemente XV: così ti vendichi di Clemente XIV che ha soppresso la Compagnia di Gesù!”. Sono battute … Vi voglio tanto bene, vi ringrazio per tutto quello che avete fatto. E penso al vostro lavoro: vi auguro di lavorare con serenità e con frutto, e di conoscere sempre meglio il Vangelo di Gesù Cristo e la realtà della Chiesa. Vi affido all’intercessione della Beata Vergine Maria, Stella dell’evangelizzazione. E auguro il meglio a voi e alle vostre famiglie, a ciascuna delle vostre famiglie. E imparto di cuore a tutti voi la benedizione. Grazie.
lunedì 18 marzo 2013
Elezione di Papa Francesco
Elezione di Papa Francesco
La Riflessione dell’Arcivescovo di Rossano-Cariati
«Preghiamo sempre per noi: l’uno per l’altro. Preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza».
È iniziato con la preghiera il nuovo Pontificato di Papa Francesco, così come nella preghiera si era chiuso il Pontificato di Benedetto XVI. Siamo in festa e ringraziamo Dio perché, con questo splendido dono, dimostra sempre come sia Lui a guidare la storia umana, in particolare attraverso la storia e la missione della Chiesa.
Il senso dell’elezione di Papa Francesco, pur restando nascosto nel mistero di Cristo, sembra veramente racchiuso in quegli attimi di silenzio nei quali egli ha chiesto al popolo di pregare per invocare dal Signore la Benedizione sul suo Vescovo, chinandosi per ricevere questa Benedizione.
La grande forza spirituale che traspariva da questo gesto è il frutto del lavoro stupendo che lo Spirito Santo compie ogni giorno e ha compiuto nel solenne tempo del Conclave dal quale, come sempre, è sgorgata limpida la novità di Dio. Ed è proprio lo Spirito Santo che, attraverso le parole e la persona del nuovo Pontefice, attraverso il nome da lui scelto, indica a noi, Chiesa, il cammino da intraprendere in questo momento della storia.
Sì, è un «cammino» quello che inizia: lo stesso Papa Francesco lo ha definito così.
Un «cammino di Chiesa»; di quella Chiesa che si sente già quasi spinta in avanti e, gioiosa per le sue attese esaudite, è più pronta ad accorgersi delle attese della gente. Dunque un cammino di «evangelizzazione», perché per questo la Chiesa esiste, per portare agli uomini Gesù e il Suo Vangelo, nel cui segreto è contenuta tutta la speranza di cui il mondo ha infinito bisogno.
Un cammino di «Vescovo e popolo», perché questo la Chiesa è: popolo di Dio che, assieme ai suoi pastori, può crescere nella «fratellanza, nell’amore, nella fiducia», riscoprendosi, in questi giorni così “storici”, comunità viva perché vivificata dall’amore di Cristo.
Un cammino di essenzialità e sobrietà, di povertà e semplicità, di giustizia e condivisione: è questo cammino che la Chiesa, a imitazione del Suo Signore, è chiamata a vivere, per essere realmente strumento di salvezza di tutto il genere umano, soprattutto dei poveri, dei semplici, degli ultimi. Tracciato dalle prime, semplici parole e dai gesti sobri del Papa, questo è il cammino che egli stesso aveva percorso accanto alla sua gente, ai poveri della sua terra, soprattutto nel tempo difficile di una crisi economica che, ora, affligge il mondo intero.
Un cammino di entusiasmo: egli lo ha portato dalla «fine del mondo», da quei popoli la cui freschezza di fede ha molto da contagiare alla fede di un’Europa troppo spesso stanca; il Papa ci ha immediatamente contagiato col suo sorriso nel quale traspare la letizia evangelica, fatta di fiducia infinita in Dio ma anche di attenzione all’uomo, ai suoi bisogni più concreti, al valore della sua vita.
Infine, un cammino di gratitudine. Il «grazie» detto dal nuovo Papa ai tanti fedeli presenti che lo hanno accolto e il «grazie» indirizzato, prima di tutto, al suo predecessore, sono testimonianza di come la vita cristiana debba essere una continua espressione di gratitudine a Dio. Questa gratitudine si unisce alla preghiera, diventa essa stessa preghiera di lode al Signore, per intercessione della Vergine Maria, alla cui «custodia» il Papa affiderà il popolo e l’inizio del suo ministero e al cui Cuore anche noi, Chiesa diocesana di Rossano – Cariati, ci rivolgiamo con fiducia, invocando la protezione per Papa Francesco e chiedendo a Lei di portare al Signore il nostro «grazie», commosso e stupito, per questo nuovo, grande dono del Suo Amore, della Sua Misericordia, della Sua Provvidenza.
+ Santo Marcianò
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