mercoledì 28 novembre 2012
UN PENSIERO DI MADRE TERESA ALLA SETTIMANA
Come si impara a pregare? Quando i discepoli chiesero a Gesù come pregare, Egli non insegnò loro alcun metodo o tecnica. Egli disse che dovremmo parlare a Dio come fosse nostro Padre, un Padre amorevole. Recitiamo questa preghiera e applichiamola alla nostra vita: "Padre nostro che sei nei cieli sia santificato il tuo nome venga il tuo regno sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male".
martedì 27 novembre 2012
CODEX PURPUREUS ROSSANENSIS
Itineranza del Codex Purpureus
nelle parrocchie e nelle comunità della diocesi
Parrocchia “San Giovanni Battista“ Mirto
26-28 novembre 2012
Il "Codex Purpureus Rossanensis" è un manoscritto del Nuovo Testamento di straordinario interesse dal punto di vista sia biblico e religioso, sia artistico, paleografico e storico, sia documentario.
È conservato nel Museo diocesano di Rossano e contenente un evangeliario con testi di Matteo e Marco, del quale mancano solo i versetti 15-20, e una parte della lettera di Eusebio a Copiano sulla concordanza dei Vangeli.Deve il nome "Purpureus" al fatto che le sue pagine sono rossastre (in latino purpureus) e contiene una serie di miniature che ne fanno uno dei più antichi manoscritti miniati del Nuovo Testamento conservatisi.
È composto di 188 fogli di pergamena lavorata, tinta in colore purpureo (31x26 cm). In origine conteneva tutti e quattro i vangeli canonici, come si evince dalla prima miniatura con i simboli dei quattro evangelisti e pertanto doveva contare circa 400 fogli. Si tratta di un testo adespoto (se ne ignorano, infatti, gli autori). La grafia in cui è redatto è la maiuscola biblica o greca onciale, con termini in scriptio continua (senza separazione delle parole), privi di accenti, segni di interpunzione, eccetto il punctum che segna il passaggio da un periodo all’altro.
Il manoscritto riporta testi vergati in oro ed argento ed è impreziosito da 14 miniature, accompagnate in calce di cartigli descrittivi, che illustrano i momenti più significativi della vita e della predicazione di Gesù.
Il testo è distribuito su due colonne di venti righe, di cui le prime tre, che costituiscono l’incipit dei Vangeli, presentano i caratteri in oro, mentre il resto è in argento.
Le miniature conservate nel Codice sono quindici. Di esse, dodici raffigurano episodi della vita di Cristo, una riproduce il Canone della concordanza degli evangelisti, mentre l’ultima è un ritratto di Marco.
Non ci sono elementi per poter stabilire con sicurezza la datazione del Codice Purpureo, il luogo in cui fu realizzato e l’identità di chi lo portò a Rossano. La maggior parte degli studiosi, basandosi sullo stile del manoscritto, per quanto concerne la datazione, concordano su un periodo compreso tra il IV e il VI-VII secolo. Il secolo più accreditato è il VI. Dal confronto con altri manufatti coevi, di localizzazione certa, si evince che, probabilmente, il Codex è stato realizzato in Siria, forse ad Antiochia.
Si ipotizza anche che l’ondata migratoria dei monaci greco-orientali avvenuta nel VII, a causa del primo iconoclasmo, abbia condotto a Rossano un gruppo di monaci che custodivano il prezioso Testo Sacro.
Ma non è da escludere anche che sia stato un nobile aristocratico della corte di Bisanzio a recarlo a Rossano.Il testo fu segnalato per la prima volta nel 1846 dal giornalista Cesare Malpica.Fu ritrovato nel 1879 all'interno della sacrestia della Cattedrale di Maria Santissima Achiropita di Rossano da Adolf von Harnack e pubblicato subito dopo da Oscar von Gebhardt. Gli studiosi tedeschi von Gebhardt e von Harnack lo studiarono scientificamente e lo sottoposero all’attenzione della cultura internazionale.
Il Codex Purpureus Rossanensis è nell’elenco delle candidature per essere riconosciuto dall’UNESCO fra i beni eccellenti del patrimonio artistico mondiale.
(testo tratto dal Sito dei beni culturali della Diocesi)
lunedì 26 novembre 2012
L'ANNO DELLA FEDE NELLA NOSTRA DIOCESI
Le iniziative dell' “anno delle fede” in Diocesi:
- una lampada accesa accanto al fonte battesimale,
- la Festa del Battesimo in Cattedrale,
- l’itineranza del Codex Purpureus nelle parrocchie;
- una lampada accesa accanto al fonte battesimale,
- la Festa del Battesimo in Cattedrale,
- l’itineranza del Codex Purpureus nelle parrocchie;
- incontri di formazione sui documenti del Concilio Ecumenico Vaticano II e sul Catechismo della Chiesa Cattolica,
- il riavvio della Scuola di preghiera tenuta dall’Arcivescovo nelle tre zone pastorali della Diocesi (Rossano-Mirto-Corigliano),
- il riavvio della Scuola di preghiera tenuta dall’Arcivescovo nelle tre zone pastorali della Diocesi (Rossano-Mirto-Corigliano),
- gli esercizi spirituali con percorsi distinti per il clero, i laici e i giovani;
- incontri di preghiera presso la Casa Madonna del Buon Consiglio delle monache agostiniane;
- l’elaborazione del Direttorio catechistico;
- la proposta della Missione in tutte le vicarie a cura delle Aggregazioni laicali e dei movimenti ecclesiali;
- la promozione di Missioni popolari parrocchiali;
- l’invito ad una collaborazione interparrocchiale,
- una cura particolare per la famiglia,
- una riscoperta della propria responsabilità di cristiani manifestando una maggiore incisività sociale per poter intervenire nelle situazioni di disagio;
- una cura particolare per la famiglia,
- una riscoperta della propria responsabilità di cristiani manifestando una maggiore incisività sociale per poter intervenire nelle situazioni di disagio;
- l’attenzione ai giovani con la realizzazione della Festa annuale dei giovani di cui saranno promotori e protagonisti;
- il Sinodo dei giovani,
- l’importanza per i pellegrinaggi diocesani: quello mariano nella Festa dell’Immacolata, nella Terra Santa nel periodo estivo, a Roma sulla tomba di San Pietro e degli Apostoli; a Roma con i disabili per l’Udienza Papale a marzo, i giovani a Rio de Janeiro a luglio, per la GMG,
- l’importanza per i pellegrinaggi diocesani: quello mariano nella Festa dell’Immacolata, nella Terra Santa nel periodo estivo, a Roma sulla tomba di San Pietro e degli Apostoli; a Roma con i disabili per l’Udienza Papale a marzo, i giovani a Rio de Janeiro a luglio, per la GMG,
- l’indizione dei Pellegrinaggi delle singole Vicarie in Cattedrale,
- l’indulgenza plenaria durante tutto l’Anno della Fede che, alle condizioni previste dalla Chiesa, si potrà lucrare presso la Cattedrale di Rossano, la Concattedrale di Cariati, il Santuario S. Maria delle Grazie a Spezzano, il Santuario S. Maria ad Nives in Schiavonea, la Chiesa S. Maria Assunta in Longobucco.
- l’indulgenza plenaria durante tutto l’Anno della Fede che, alle condizioni previste dalla Chiesa, si potrà lucrare presso la Cattedrale di Rossano, la Concattedrale di Cariati, il Santuario S. Maria delle Grazie a Spezzano, il Santuario S. Maria ad Nives in Schiavonea, la Chiesa S. Maria Assunta in Longobucco.
LA REDAZIONE
mercoledì 21 novembre 2012
UN PENSIERO DI MADRE TERESA ALLA SETTIMANA
Tutto nasce dalla preghiera. Se non chiediamo amore a Dio, non possiamo avere amore e ancora meno possiamo donarlo agli altri. Proprio come coloro che oggi parlano tanto di povertà ma non conoscono nè parlano ai poveri, anche noi non possiamo parlare tanto di preghiera senza sapere come pregare.
martedì 20 novembre 2012
lunedì 19 novembre 2012
ANNO DELLA FEDE: IL LOGO
Su un campo quadrato, bordato, è simbolicamente rappresentata una barca, immagine della Chiesa, in navigazione su dei flutti graficamente appena accennati, e il cui albero maestro è una croce che issa delle vele che con dei segni dinamici realizzano il trigramma di Cristo; inoltre lo sfondo delle vele è un sole che associato al trigramma rimanda anche all'eucaristia.
sabato 17 novembre 2012
Un santo al mese: Sant' Elisabetta d'Ungheria Religiosa
17 novembre
Presburgo, Bratislava, 1207 - Marburgo, Germania, 17 novembre 1231
A quattro anni di età è già fidanzata. Suo padre, il re Andrea II d’Ungheria e la regina Gertrude sua madre l’hanno promessa in sposa a Ludovico, figlio ed erede del sovrano di Turingia (all’epoca, questa regione tedesca è una signoria indipendente, il cui sovrano ha il titolo di Landgraf, langravio). E subito viene condotta nel regno del futuro marito, per vivere e crescere lì, tra la città di Marburgo e Wartburg il castello presso Eisenach.
Nel 1217 muore il langravio``di Turingia, Ermanno I. Muore scomunicato per i contrasti politici con l’arcivescovo di Magonza, che è anche signore laico, principe dell’Impero. Gli succede il figlio Ludovico, che nel 1221 sposa solennemente la quattordicenne Elisabetta. Ora i sovrani sono loro due. Lei viene chiamata “Elisabetta di Turingia”. Nel 1222 nasce il loro primo figlio, Ermanno. Seguono due bambine: nel 1224 Sofia e nel 1227 Gertrude. Ma quest’ultima viene al mondo già orfana di padre.
Ludovico di Turingia si è adoperato per organizzare la sesta crociata in Terrasanta , perché papa Onorio III gli ha promesso di liberarlo dalle intromissioni dell’arcivescovo di Magonza. Parte al comando dell’imperatore Federico II.``Ma non vedrà la Palestina: lo uccide un male contagioso a Otranto.
Vedova a vent’anni con tre figli, Elisabetta riceve indietro la dote, e c’è chi fa progetti per lei: può risposarsi, a quell’età , oppure entrare in un monastero come altre regine , per viverci da regina, o anche da penitente in preghiera , a scelta. Questo le suggerisce il confessore. Ma lei dà retta a voci francescane che si fanno sentire in Turingia , per dire da che parte si può trovare la “perfetta letizia”. E per i poveri offre il denaro della sua dote (si costruirà un ospedale). Ma soprattutto ai poveri offre l’intera sua vita. Questo per lei è realizzarsi: facendosi come loro. Visita gli ammalati due volte al giorno, e poi raccoglie aiuti facendosi mendicante. E tutto questo rimanendo nella sua condizione di vedova, di laica.
Dopo la sua morte, il confessore rivelerà che, ancora vivente il marito, lei si dedicava ai malati, anche a quelli ripugnanti:” Nutrì alcuni, ad altri procurò un letto, altri portò sulle proprie spalle, prodigandosi sempre, senza mettersi tuttavia in contrasto con suo marito“. Collocava la sua dedizione in una cornice di normalità, che includeva anche piccoli gesti “esteriori”, ispirati non a semplice benevolenza, ma a rispetto vero per gli “inferiori”: come il farsi dare del tu dalle donne di servizio. Ed era poi attenta a non eccedere con le penitenze personali ,che potessero indebolirla e renderla meno pronta all’aiuto. Vive da povera e da povera si ammala, rinunciando pure al ritorno in Ungheria, come``vorrebbero i suoi genitori, re e regina.
Muore in Marburgo a 24 anni, subito “gridata santa” da molte voci, che inducono papa Gregorio IX a ordinare l’inchiesta``sui prodigi che le si attribuiscono.``Un lavoro reso difficile da complicazioni anche tragiche: muore assassinato il confessore di lei; l’arcivescovo di Magonza cerca di sabotare le indagini. Ma Roma le fa riprendere. E si arriva alla canonizzazione nel 1235 sempre a opera di papa Gregorio. I suoi resti, trafugati da Marburgo durante i conflitti al tempo della Riforma protestante, sono ora custoditi in parte a Vienna. E’ compatrona dell’Ordine Francescano secolare assieme a S. Ludovico. (Dal sito santiebeati.it)
Presburgo, Bratislava, 1207 - Marburgo, Germania, 17 novembre 1231
A quattro anni di età è già fidanzata. Suo padre, il re Andrea II d’Ungheria e la regina Gertrude sua madre l’hanno promessa in sposa a Ludovico, figlio ed erede del sovrano di Turingia (all’epoca, questa regione tedesca è una signoria indipendente, il cui sovrano ha il titolo di Landgraf, langravio). E subito viene condotta nel regno del futuro marito, per vivere e crescere lì, tra la città di Marburgo e Wartburg il castello presso Eisenach.
Nel 1217 muore il langravio``di Turingia, Ermanno I. Muore scomunicato per i contrasti politici con l’arcivescovo di Magonza, che è anche signore laico, principe dell’Impero. Gli succede il figlio Ludovico, che nel 1221 sposa solennemente la quattordicenne Elisabetta. Ora i sovrani sono loro due. Lei viene chiamata “Elisabetta di Turingia”. Nel 1222 nasce il loro primo figlio, Ermanno. Seguono due bambine: nel 1224 Sofia e nel 1227 Gertrude. Ma quest’ultima viene al mondo già orfana di padre.
Ludovico di Turingia si è adoperato per organizzare la sesta crociata in Terrasanta , perché papa Onorio III gli ha promesso di liberarlo dalle intromissioni dell’arcivescovo di Magonza. Parte al comando dell’imperatore Federico II.``Ma non vedrà la Palestina: lo uccide un male contagioso a Otranto.
Vedova a vent’anni con tre figli, Elisabetta riceve indietro la dote, e c’è chi fa progetti per lei: può risposarsi, a quell’età , oppure entrare in un monastero come altre regine , per viverci da regina, o anche da penitente in preghiera , a scelta. Questo le suggerisce il confessore. Ma lei dà retta a voci francescane che si fanno sentire in Turingia , per dire da che parte si può trovare la “perfetta letizia”. E per i poveri offre il denaro della sua dote (si costruirà un ospedale). Ma soprattutto ai poveri offre l’intera sua vita. Questo per lei è realizzarsi: facendosi come loro. Visita gli ammalati due volte al giorno, e poi raccoglie aiuti facendosi mendicante. E tutto questo rimanendo nella sua condizione di vedova, di laica.
Dopo la sua morte, il confessore rivelerà che, ancora vivente il marito, lei si dedicava ai malati, anche a quelli ripugnanti:” Nutrì alcuni, ad altri procurò un letto, altri portò sulle proprie spalle, prodigandosi sempre, senza mettersi tuttavia in contrasto con suo marito“. Collocava la sua dedizione in una cornice di normalità, che includeva anche piccoli gesti “esteriori”, ispirati non a semplice benevolenza, ma a rispetto vero per gli “inferiori”: come il farsi dare del tu dalle donne di servizio. Ed era poi attenta a non eccedere con le penitenze personali ,che potessero indebolirla e renderla meno pronta all’aiuto. Vive da povera e da povera si ammala, rinunciando pure al ritorno in Ungheria, come``vorrebbero i suoi genitori, re e regina.
Muore in Marburgo a 24 anni, subito “gridata santa” da molte voci, che inducono papa Gregorio IX a ordinare l’inchiesta``sui prodigi che le si attribuiscono.``Un lavoro reso difficile da complicazioni anche tragiche: muore assassinato il confessore di lei; l’arcivescovo di Magonza cerca di sabotare le indagini. Ma Roma le fa riprendere. E si arriva alla canonizzazione nel 1235 sempre a opera di papa Gregorio. I suoi resti, trafugati da Marburgo durante i conflitti al tempo della Riforma protestante, sono ora custoditi in parte a Vienna. E’ compatrona dell’Ordine Francescano secolare assieme a S. Ludovico. (Dal sito santiebeati.it)
mercoledì 14 novembre 2012
UN PENSIERO DI MADRE TERESA ALLA SETTIMANA
Qualche tempo fa una donna venne da me con il suo bambino e disse: "Madre, sono stata in due o tre posti a elemosinare cibo, perchè sono tre giorni che non mangiamo, ma mi è stato detto che sono giovane e che dovrei lavorare e guadagnarmi da vivere. Così nessuno mi ha dato niente". Andai a prenderle del cibo, ma quando tornai il bambino che teneva tra le braccia era morto di fame.
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