lunedì 15 aprile 2013

NOI VOGLIAMO BENE A PAPA BENEDETTO

L'11 febbraio il Papa Benedetto XVI si è dimesso perchè ha detto che ora il suo compito era quello di servire la Chiesa nel silenzio e pregare. Il 28 febbraio ha lasciato il Vaticano ed è andato a vivere a Castel Gandolfo. A noi stupisce molto che un Papa si è dimesso, me se ha deciso così vuol dire che era questa la cosa che era giusto fare. La notizia ci ha sconvolto tanto, perchè gli volevamo molto bene e gliene vogliamo ancora, anzi di più perchè adesso ancor di più ha bisogno che noi gli stiamo vicini. Ha guidato la "Barca di san Pietro" per 8 anni ed è stato un Papa sincero, semplice e santo. A noi è piaciuta tanto la definizione di se stesso quando è stato nominato Papa: "un umile servo nella vigna del  Signore".
E umile lo è stato davvero e pure timido, però era molto intelligente e sapeva parlare tante lingue. Noi l'abbiamo sentito in televisione che salutava la gente venuta da ogni parte del mondo dicendo sempre cose importanti a tutti coloro che incontrava e ci ha commosso.
Mi dispiace che ha dovuto lasciare, ma siamo contenti che lui adesso sta bene.
Ciao Papa Benedetto, ti vogliamo un mondo di bene!!!
GIOVANNA E CRISTIAN.

giovedì 11 aprile 2013

ARCOWEB SU IONIO NOTIZIE

Siamo diventati famosi!!!
Il nostro giornalino web sta riscuotendo grandi successi: al momento è stato visitato più di 860 volte; i post sono letti con grande interesse (così ci dicono); la copia cartacea dell'edizione straordinaria, fatta stampare da don Giuseppe e distribuita il giorno di Pasqua, è piaciuta moltissimo; la notizia di questa nostra attività è stata apprezzata da più parti ed è stato pubblicato un articolo di questa nostra iniziativa su IONIO NOTIZIE ...
Insomma un successo su tutta la linea! Di questo siamo felici e ringraziamo tutti!
LA REDAZIONE

Riportiamo per intero l'articolo e il link del quotidiano on-line:

Crosia (Cosenza): Nasce "Arcoweb", il giornalino on line della parrocchia "San Giovanni Battista"

di ANTONIO IAPICHINO - La parrocchia “San Giovanni Battista” di Mirto cammina al passo con i tempi e si adegua anche nella comunicazione. E’ di questi giorni, infatti, la nascita di “Arcoweb”, il giornalino parrocchiale on line. Anche la chiesa utilizza sempre di più internet, la banca dati più ricca del mondo, per comunicare le proprie attività. D’altronde, si tratta di uno strumento in forte evoluzione ampiamente utilizzato, soprattutto, dai giovani. Anche nella cittadina ionica questo nuovo mezzo di comunicazione è sempre più presente nelle famiglie. Ne è convinto il parroco, don Giuseppe Ruffo, che ha autorizzato e contribuito alla pubblicazione on line del foglio di collegamento fra la parrocchia e i fedeli. Una pastorale intensa, anche, grazie ai nuovi mass media. I “redattori” di Arcoweb, hanno fatto sapere ogni mese verrà stampata una copia cartacea del proprio giornalino, in modo da conservarla nell’archivio della parrocchia. In occasione della Santa Pasqua Arcoweb è uscito con un’”edizione straordinaria” cartacea, distribuita in chiesa, in cui si raccontano tutte le attività svolte nella comunità religiosa, situata nella zona sottoferrovia di Mirto, a partire dallo scorso mese di ottobre.

mercoledì 10 aprile 2013

UN PENSIERO DI MADRE TERESA ALLA SETTIMANA

Vi prego, non uccidete il vostro bambino. Io voglio il vostro bambino. Sono disposta ad accogliere qualunque bambino che verrebbe altrimenti abortito e ad affidarlo a una coppia sposata che lo amerà e sarà da lui amata. Nella nostra Casa dei bambini, solo a Calcutta, abbiamo salvato dall’aborto più di tremila bambini. Questi bambini hanno portato tanto amore e gioia ai loro genitori adottivi e sono cresciuti pieni d’amore e gioia.

martedì 9 aprile 2013

POESIA DI PASQUA

Anche a scuola abbiamo sentito l'arrivo della Pasqua e abbiamo fatto dei disegni e imparato una bellissima poesia dal titolo: "CAMPANE DI PASQUA":
Oh campane di Pasqua festose,
che a gloria quest'oggi cantate,
oh voci vicine e lontane,
ci dite con voci serene
"Fratelli vogliatevi bene,
tentete la mano al fratello
e che nel giorno di Cristo risorto
ognuno risorga più buono".
E sulla Terra fiorita
cantate, oh campane sonore,
ch'è buona e ch'è bella la vita
se schiude la porta all'amore.
La poesia ci parla di amore e dice che le campane annunciano la Pasqua, che siamo tutti fratelli, che ci dobbiamo volere bene e che dobbiamo diventare sempre più benevoli verso gli altri.
GIOVANNA

lunedì 8 aprile 2013

I RITI DELLA SETTIMANA SANTA

La settimana santa è stata ricca di tanti appuntamenti di preghiera e di celebrazioni.

La Domenica delle Palme è chiamata anche Domenica della Passione. Don Giuseppe ha fatto la benedizione delle Palme la mattina all'inizio di Via del Sole e il pomeriggio in via Mercurio. Poi siamo ritornati in chiesa in processione e abbiamo servito il Signore come chierichetti. C'era tanta gente, la chiesa era pienissima. 
Il Lunedi Santo c'è stata la Rappresentazione "La Pasqua di Gesù", preparata dai bambini del gruppo del giovedì dell'oratorio. In questa drammatizzazione i bambini hanno puntualizzato i momenti più importanti della passione vivente.
E' seguito il mercatino dei lavoretti realizzati da noi ragazzi con la guida e l'aiuto delle animatrici.

Il Giovedì Santo c'è stata la Lavanda dei piedi ed è stato bello perchè gli Apostoli erano persone con problemi di salute che si sono sentiti accolti e amati da Dio, da don Giuseppe e da tutta la Comunità parrocchiale e questo è stato molto commuovente. Alla fine è stato distribuito anche il pane benedetto per ricordare il grande dono di Gesù dell'Eucarestia.
In chiesa era stata preparata una barca che simboleggiava la Barca di Pietro, cioè la Chiesa, con dentro il tabernacolo con Gesù Eucarestia e tanti fiori e tante luci.

La notte, poi, è stata fatta una veglia di preghiera, come segno di voler restare insieme a Gesù quando l'hanno arrestato, processato, condannato ...

Il Venerdì Santo abbiamo ricordato la Passione e Morte di Gesù. Al mattino c'è stata la Via Crucis e anche se è stata al mattino presto per le strade di sottoferrovia, tante persone ci sono andate per pregare e per ricordare tutta la sofferenza che ha passato Gesù.
La sera, dopo la Celebrazione dell'Adorazione della Croce, c'è stata la Processione per le vie di tutto il paese, con le statue di Gesù in croce, Gesù morto e Maria Addolorata ed è finita tardissimo.

La Domenica di Pasqua c'è stata la Messa di Pasqua, della Resurrezione di Gesù.
Noi abbiamo fatto sempre i chierichetti e abbiamo partecipato a tutti i riti religiosi della Settimana Santa e abbiamo visto che a queste celebrazioni hanno partecipato sempre tantissime persone. Noi speriamo tanto che, come ci ha augurato don Giuseppe nella locandina del programma della Settimana Santa, sia stata per tutti "una Santa Pasqua in novità di vita con aumento di fede, di speranza e di amore con la consapevolezza che risuoni in tutte le famiglie: Cristo è risorto: Alleluia!".

MARTINA, PASQUALINO, ANDREA, FRANCESCO PIO, LA REDAZIONE

giovedì 4 aprile 2013

IL SERVIZIO E LA CROCE

4.4.2013
IL SERVIZIO E LA CROCE
Messaggio dell’Arcivescovo per la Santa Pasqua 2013
«Il vero potere è il servizio», ci ha ricordato Papa Francesco nell’omelia di inizio Pontificato; ma il vero servizio è «la croce»!
È un tempo di grazia quello che la Chiesa universale sta vivendo in queste settimane; un tempo della cui portata storica forse non ci rendiamo pienamente conto; un tempo che ha assorbito, per molti versi, le nostre preoccupazioni, i nostri pensieri, i nostri interessi.
Soprattutto, però, un tempo che si deve contemplare alla luce della Croce.
È in questa luce che Benedetto XVI ha sorpreso il mondo con un gesto gravido di profezia: la rinuncia al ministero. È in questa luce che Francesco ha accettato e iniziato il suo ministero petrino.
Sì, la croce. E non una croce qualsiasi ma la Croce di Cristo!
Alla vigilia della Quaresima siamo rimasti attoniti per come questa Croce veniva abbracciata da un Papa non “dimissionario” ma gettato dal Signore in una missione straordinaria: quella, come lo stesso Benedetto ha ricordato, di rimanere «accanto a Cristo Crocifisso» con la forza e la fecondità del servizio di una «preghiera» dalla quale - lo tocchiamo con profonda certezza - scaturiscono anche gli eventi di grazia che stiamo vivendo oggi con Papa Francesco.
La sua elezione, giunta alle soglie della Settimana Santa, ha già, con pochi gesti e poche parole, disegnato il profilo di un Pontificato e, allo stesso tempo, indirizzato il cammino della Chiesa verso un servizio povero e ai poveri, gioioso e portatore di gioia, fraterno e generatore di fraternità, misericordioso e canale di quella Misericordia Divina che, nella profonda sapienza evangelica, è l’Amore “viscerale” di Dio. È questo Amore che giunge a squarciare il Cuore e la Carne di Cristo e di chi, come il vicario di Cristo ma anche come ogni cristiano, non desidera che vivere per Lui e accanto a Lui, non spera che imparare ad amare Lui, non è chiamato ad altro se non ad “essere Lui”. È questo Amore che, come per Lui, conduce inevitabilmente alla Croce.
Molti svolgono un servizio all’uomo, con una cura e un’attenzione alla persona che, forse, tante volte mancano proprio ai cristiani. Ma la Croce è il potere d’amore che Cristo ha compreso, e ci ha mostrato, essere il culmine del Suo salvifico servizio all’uomo. Un culmine che, paradossalmente, è raggiunto quando, per amore, si scompare nel fallimento, nel rifiuto, nel dolore, nel rinnegamento, nella morte. In tutte queste cose, come Lui, anche noi siamo vincitori e servitori.
Sì, la Sua Croce è davvero nostra gloria!
Signore Gesù, facci amare la Croce. E non solo a parole, non solo quando è lontana, non solo nella teoria; facci amare la nostra croce: quella croce che non ci aspettavamo, quella croce che è costruita con una sofferenza insopportabile, quella croce che, in una parola, ci espropria definitivamente. Perché solo lasciandoci espropriare del tutto potremo sfiorare la bellezza di una vita donata in un servizio che ci rende capaci, come Benedetto e come Francesco, ma soprattutto come Gesù, di sconvolgere la logica del mondo con scelte e gesti che sgorgano dalla docilità allo Spirito e dallo sguardo amorevole poggiato sul bene della Chiesa e dell’uomo. Un servizio che è non solo amore concreto ma, nel Mistero di Dio, diventa amore salvifico: amore che conduce alla croce e sopravvive alla croce; che dalla croce si lascia educare, trasformare, purificare per risplendere e illuminare le tenebre del mondo nel mattino della Risurrezione ormai vicino.
E così sia!
A tutti, Buona Pasqua di servizio e di amore.
Santo Marcianò

mercoledì 3 aprile 2013

UN PENSIERO DI MADRE TERESA ALLA SETTIMANA

Non trascurate la vostra famiglia. State in casa. Se oggi ci sono  tanti giovani sbandati è perché in ogni sono in qualche istituto, la madre è cosi occupata che non è mai in casa quando i bambini tornano da scuola non c’è nessuno ad accoglierli, nessuno che giochi con loro e cosi ritornano per la strada dove ci sono droga, alcol e moltissime altre cose. E’ lo stesso ovunque. Tutto dipende da quanto ci amiamo l’un l’altro.

martedì 2 aprile 2013

Un Santo al mese: SAN FRANCESCO DI PAOLA

Paola, Cosenza, 27 marzo 1416 - Plessis-les-Tours, Francia, 2 aprile 1507


La sua vita fu avvolta in un'aura di soprannaturale dalla nascita alla morte. Nacque a Paola (Cosenza) nel 1416 da genitori in età avanzata devoti di san Francesco, che proprio all'intercessione del santo di Assisi attribuirono la nascita del loro bambino. Di qui il nome e la decisione di indirizzarlo alla vita religiosa nell'ordine francescano. Dopo un anno di prova, tuttavia, il giovane lasciò il convento e proseguì la sua ricerca vocazionale con viaggi e pellegrinaggi. Scelse infine la vita eremitica e si ritirò a Paola in un territorio di proprietà della famiglia. Qui si dedicò alla contemplazione e alle mortificazioni corporali, suscitando stupore e ammirazione tra i concittadini. Ben presto iniziarono ad affluire al suo eremo molte persone desiderose di porsi sotto la sua guida spirituale. Seguirono la fondazione di numerosi eremi e la nascita della congregazione eremitica paolana detta anche Ordine dei Minimi. La sua approvazione fu agevolata dalla grande fama di taumaturgo di Francesco che operava prodigi a favore di tutti, in particolare dei poveri e degli oppressi. Lo stupore per i miracoli giunse fino in Francia, alla corte di Luigi XI, allora infermo. Il re chiese al papa Sisto IV di far arrivare l'eremita paolano al suo capezzale. L'obbedienza prestata dal solitario costretto ad abbandonare l'eremo per trasferirsi a corte fu gravosa ma feconda. Luigi XI non ottenne la guarigione, Francesco fu tuttavia ben voluto ed avviò un periodo di rapporti favorevoli tra il papato e la corte francese. Nei 25 anni che restò in Francia egli rimase un uomo di Dio, un riformatore della vita religiosa. Morì nei pressi di Tours il 2 aprile 1507. (Dal sito santiebeati.it)San Francesco da Paola il santo dell’umiltà


ABBIAMO TROVATO MOLTO INTERESSANTE UN SITO IN PARTICOLARE CHE PARLA DI SAN FRANCESCO DI PAOLA E VI INVITIAMO A VISITARLO:

UN SANTO PER IL TERZO MILLENNIO
La Redazione