Il grido di Paolo nella Lettera ai Corinti: “Cristo non può essere diviso!” (1 Cor 1,1-17) , è l’ammonimento che è riecheggiato in molte parti del mondo e anche nella nostra chiesa durante la celebrazione, dal 18 al 25 Gennaio u.s., della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani.
In diocesi la ricorrenza, promossa dall’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso, è stata presentata con una lettera del direttore Don Giuseppe SCIGLIANO in cui, tra l’altro, si invitavano le parrocchie a pregare per l’unità dei cristiani e a partecipare alle celebrazioni comunitarie negli incontri di Vicaria. È stato preparato un programma denso di appuntamenti e di contenuti significativi, ed è stato utilizzato come sussidio l’opuscolo realizzato dalla Cittadella Ecumenica Taddeide per la riflessione e i momenti di preghiera.
Durante le celebrazioni, animate dai vari gruppi ed associazioni ecclesiali, si è ricomposto il volto di Gesù con i pezzi di un puzzle. Una settimana di meditazioni al fine di valorizzare l’altro, di promuovere la comprensione e la conoscenza reciproca, di pregare anche per l’unità delle nostre famiglie e delle nostre Comunità parrocchiali, di sostenere un impegno caritatevole comune in favore dei bisognosi, di incoraggiare all’impegno per l’unità.
La storia ci ha consegnato una Chiesa divisa, per lo più da cause politiche che hanno accentuato le differenze culturali e dei contenuti dottrinali, ma ha visto anche la nascita di un cammino ecumenico, cioè la ricerca di dialogo e di comunione fra i Fratelli separati, per riconquistare l’unione perduta. E in questo cammino, l’ottavario di preghiera per l’Unità ci ricorda ogni anno l’importanza di valorizzare la ricchezza e la preziosità delle diversità, dal momento che viviamo in una società multiculturale, legati dall’unicità della nostra fede e dal desiderio di fraternità.
Papa Francesco, nella festa della Conversione di San Paolo, ci ha ricordato: “Le divisioni fra noi cristiani sono uno scandalo… il nome di Cristo crea comunione ed unità, non divisione! Lui è venuto per fare comunione tra noi, non per dividerci… Malgrado la sofferenza delle divisioni, che purtroppo ancora permangono, accogliamo, le parole di Paolo come un invito a rallegrarci sinceramente delle grazie concesse da Dio ad altri cristiani. Abbiamo lo stesso Battesimo, lo stesso Spirito Santo che ci ha dato la Grazia: riconosciamolo e rallegriamoci.…È bello riconoscere la grazia con cui Dio ci benedice e, ancora di più, trovare in altri cristiani qualcosa di cui abbiamo bisogno, qualcosa che potremmo ricevere come un dono dai nostri fratelli e dalle nostre sorelle. .. Andiamo avanti su questa strada, pregando per l’unità dei cristiani, perché questo scandalo non sia più tra noi.” È questa la missione che il Papa ha affidato ad ognuno di noi.
ANGELA MARINO